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Editoriale

Reagire alla crisi, come?

di corrado avagnina

Con la crisi che produce i suoi effetti più devastanti proprio ora in ragione – soprattutto – del lavoro che viene a mancare, diverse possono essere le reazioni. E di fatto ci si posiziona su fronti piuttosto variegati. Beh, ci sono coloro che dalla stessa crisi non sono sfiorati. E magari si chiamano fuori, presi dai loro “mondi” tutelati e garantiti. A questa fascia sociale che non conosce ansie materiali si sono rivolte le Acli provinciali, la settimana scorsa, per coinvolgere in una presa di coscienza che scenda fino al portafoglio, nell’intento di far mettere in comune una minima quota del proprio reddito o benefit, e così farsi carico del sempre più largo mondo del precariato, anche in mezzo a noi. Un appello encomiabile. Che forse ha unicamente lo scopo di scuotere la società, perché non lasci troppo spazio all’indifferenza ma si senta nella stessa barca con tutti. Sì, forse è una salutare provocazione. Che non può essere snobbata, proprio perché tale. Certo, per allestire una simile operazione – se andasse in porto – occorrerebbe una intelaiatura organizzativa anche minima. Forse dovrebbero scendere in campo associazioni, gruppi, sindacati per poi trovare la destinazione adeguata, adottando gli strumenti giusti per una solidarietà mirata. Molte realtà associative sono già impegnate fattivamente sulle frontiere nostrane ove le difficoltà concrete stanno mietendo vittime. Parliamo di Caritas, ad esempio, con i suoi Centri di ascolto ed anche con le sue iniziative per il “Prestito della speranza” e per il microcredito. Insomma non si è fermi, mentre tanti sono in affanno. Ci si sta mobilitando. E ci si può appoggiare lì. Ma il richiamo delle Acli ha una sua forza ideale che merita ascolto, almeno per cambiare mentalità nelle piccole grandi cose del nostro tempo. L’aiuto va organizzato. Ma prima ci deve essere la disponibilità ad aiutare. E chissà che la generosità abiti maggiormente là dove si hanno poche cose eppure si ha un cuore grande? Spesso sono le gocce che travasano il mare.Insomma capita che siano soprattutto i poveri ad aiutare i poveri mentre i ricchi non piangono quasi mai.Ma sulle reazioni alla crisi, un altro dato sta prendendo piede, volenti o nolenti. Ed ha un nome fascinoso per un verso e scomodante per altro verso. Si tratta della sobrietà. Per qualcuno indica “tagli” là dove è possibile, rispetto a tutto quanto è superfluo e risparmiabile. Per altri è uno “stile di vita” più essenziale, più nitido, meno intasato dalle cose, in grado di rendere persino più “leggera” l’esistenza. Sobrietà può essere scelta obbligata, può anche essere scelta ideale. Il risultato non è esattamente identico, anche se è assimilabile. In un caso ci si rammarica di dover rinunciare alle cose, nell’altro caso ci si sente gratificati per non dipendere troppo dalle cose. Indubbiamente, su questo versante va riscritto appunto il rapporto con ciò che riguarda denaro, beni, opportunità, consumi, anche sprechi. I tempi sono difficili, non si può essere faciloni. Bisogna ripensare tutto, un po’ daccapo. Un’occasione amara che sollecita a non perdersi e forse a non disperare. Indubbiamente, poi, ci sono i costi, ad esempio, della politica da rivedere radicalmente, laddove i protagonisti possono – se lo vogliono – ridursi i compensi. Sarebbe un altro segnale apprezzabile (ma, chissà, improbabile). Infine, rispetto alla crisi, oltre al profondere creatività, intraprendenza, tenacia per evitare di venire travolti, ripartendo da ciò di cui si dispone, non trascurando nessun varco e nessuna possibilità, accontentandosi anche un po’, forse può essere importante un richiamo forte ad un dovere antico e per nulla scontato, quello a fare ognuno il proprio dovere, a non continuare a fare i furbi, a non proseguire nel barare a più non posso. La crisi potrebbe e dovrebbe costringere ad un senso riacquistato della responsabilità, in tutto e per tutto, sul terreno della trasparenza, delle tasse, della giustizia, della legalità. E sì, perché, nell’ora in cui manca l’ossigeno per tanti, non si può continuare a maramaldeggiare su quanto invece è dovuto. Si fa il danno di tutti. Si allargano le sabbie mobili. Ci si adegua al “si salvi chi può e come si può”. Non si va da nessuna parte. Ed oggi fa davvero rabbia (motivata) leggere le cronache che scoperchiano un Paese reale ove la corruzione rispunta da ogni dove. I privilegi, i sotterfugi, le scorciatoie sono insopportabili sempre, ma soprattutto in questa stagione di magra. Usciremo dal tunnel anche se avremo meno zavorra ad accompagnarci. A meno che non pensiamo di invidiare chi la fa franca. Ma allora saremmo nel baratro.

 


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    Sabato 10 luglio il Giro d’Italia di Handbike sulle strade di Fossano


    Sabato 10 luglio il Giro d’Italia di Handbike sulle strade di Fossano
    Fossano. Il Giro d’Italia farà tappa a Fossano sabato 10 luglio. Non sarà quello dei ciclisti professionisti (che è già transitato nel mese di maggio sulle strade del Cuneese), ma quello, altrettanto affascinante, di handbike, la disciplina “gemella” del pedale riservata agli atleti diversamente abili. L’appuntamento è stato presentato in conferenza stampa giovedì scorso al “Giardino dei tigli” di Cussanio, la sede delle prime edizioni del Trofeo Carrozzeria Franco di handbike, giunto alla 6ª edizione e intitolato alla memoria di Serena Tavella, mancata diversi anni fa per un incidente stradale. 
    Lo spettacolo è garantito - come ben sanno i fossanesi che hanno assistito alle precedenti edizioni - perché gli atleti diversamente abili che gareggiano nell’handbike sono abili sul serio: con la sola forza delle braccia spingono una speciale bicicletta detta “ciclone”, raggiungendo velocità che toccano anche i 40 km/h, con medie che per i migliori superano i 30 km/h.


    Cimitero islamico il Pdl chiede un referendum


    Cimitero islamico il Pdl chiede un referendum
    Fossano. Andando a memoria, i referendum consultivi a Fossano sono stati appena due: uno, più di 20 anni fa, sulla realizzazione della piscina; l’altro, nell’immediato dopoguerra, sulla demolizione del bastione del Salice. I consiglieri del Pdl ne vorrebbero indire un terzo contro l’allestimento di un’area nel cimitero di Fossano da adibire alle sepolture per defunti di fede islamica.


    Fotovoltaico: invasione di pannelli a Fossano


    Fotovoltaico: invasione di pannelli a Fossano
    Fossano. Sono all’incirca una quindicina gli impianti fotovoltaici a terra nel Fossanese che sono stati esaminati o lo saranno in Conferenza dei Servizi. Sono quelli che hanno le dimensioni maggiori o presentano caratteristiche tali da soggiacere all’autorizzazione di più enti, tra cui la Provincia. 
    Alcuni sono già in fase di ultimazione (ad esempio quello di frazione Loreto, nei pressi del mangimificio Ferrero, vedi foto), altri vedranno la luce nei prossimi mesi: tutti - si presume - entro il 31 dicembre, termine ultimo previsto dalla legge per ottenere gli incentivi. 
    L’ultimo in ordine di tempo è quello che la ditta Bi.


    Tessera prepagata per i parcheggi in centro


    Tessera prepagata per i parcheggi in centro
    Fossano. La questione parcheggi, a Fossano così come in altre città, è sovente una scocciatura, sotto diversi punti di vista. Ma la tecnologia può in qualche modo riuscire a rendere la vita dell’automobilista un po’ più semplice evitando inutili perdite di tempo, rischi di multa e spese inutili. Con questo obiettivo il Comune di Fossano ha deciso di adottare un nuovo sistema di pagamento, che si affianca a quello tradizionale, e che promette di eliminare tutti questi disagi.


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